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Poker Italia
vi presenta Everest Poker, la prima
destinazione poker multilingue e
multinazionale che e' dedicata a connettere
gli entusiasti del poker di tutto il mondo
per un eccitante esperienza di gioco.
Sappiamo
che il dramma ed il divertimento del
multiplayer poker sono condivisi in tutto il
mondo, quindi abbiamo tradotto i nostri
giochi in diverse lingue e ne aggiungeremo
delle altre nei mesi a venire. Cio'
significa che Everest Poker avra' piu'
giocatori da piu' paesi che giocheranno a
loro piacimento in lingua madre.
Abbiamo
caratteristiche non presenti in altri
software, tipo la nostra esclusiva Training
Room, dove potrai imparare a giocare a poker
esercitandoti conto istruttori automatizzati
completamente gratis. Cio' permette ai
novizi di familiarizzare con i controlli di
gioco ed il ritmo di gioco cosicche' possano
affrontare giocatori veri con maggior
confidenza.
Le origini del Poker
Il nome
Poker è
parola inglese che
significa
attizzatoio, lo
strumento che si usa
per attizzare il
fuoco e ravvivare la
fiamma nel camino.
Alcuni vogliono
invece collegare il
termine poker alla
parola poke,
termine gergale che
in America,
Australia e
Sudafrica vuol dire
"tasca o portafogli"
e per estensione gli
spiccioli che si è
soliti portare
addosso. Insomma,
già l'etimologia
indurrebbe a pensare
ad un gioco in cui
si scommette ciò che
si ha addosso.
La prima sicura
testimonianza sul
Poker è del 1829
e si trova nelle
memorie di viaggio
di un avventuriero
inglese, George
Cowell, reduce da un
lungo soggiorno nei
territori del West
americano. Qui il
gioco viene
descritto con
precisione e appare
già provvisto delle
regole che lo
caratterizzano anche
oggi: ogni giocatore
riceveva 5 carte,
c'era la scommessa
sulla combinazione
vincente, secondo
una graduatoria di
combinazioni che è
molto simile a
quella attuale.
Nel 1858 si ha un
prima codificazione
delle regole del
gioco, con un
Regolamento
Ufficiale che
precisa combinazioni
e puntate.
Successivamente
vennero aumentate le
combinazioni e ci fu
una lunga
discussione sul loro
valore e sulla loro
gerarchia. Nel 1871
il Poker
cominciò a
diffondersi in
Europa: Robert
Schenk, ambasciatore
americano in Gran
Bretagna, presentò
il gioco alla Regina
Vittoria durante un
ricevimento. Il
gioco suscitò grande
entusiasmo e fu
redatto un
regolamento scritto,
ad uso del
divertimento della
nobiltà inglese. In
seguito il Poker
è divenuto celebre
in tutto il mondo ed
è entrato a far
parte della cultura
e del costume ludico
di persone di ogni
classe sociale.
Le nascite
1. L'origine
Persiana
Secondo una
tradizione, il Poker
deriva con molta
probabilità dall'
As-Nas, un gioco
persiano del XIV
secolo. Questo gioco
si faceva con un
pacchetto di 20
carte: ognuno dei 4
giocatori ne
prendeva 5. Le
combinazioni erano
la coppia, il tris e
il colore.
2. L'origine
Italiana
Secondo altri il
padre naturale del
Poker è lo Zarro,
un gioco di carte
dell'epoca
rinascimentale,
proibito da
Francesco Sforza,
duca di Milano, con
un editto del 1531:
preoccupato del
dilagare del gioco
d'azzardo con le
carte, il duca
ordinava la chiusura
di tutte le "baraterie",
ossia dei locali,
pubblici o privati,
dove si adunassero
persone a giocare
"giochi di zarro et
altri proibiti".
Probabilmente la
proibizione
contribuì (come
sempre accade) alla
diffusione del
Zarro, che nel
XVI secolo conosce
una diffusione
straordinaria in
Italia, ma anche in
Francia. Rabelais lo
cita nel famoso
elenco dei giochi di
Gargantua, la regina
Caterina de' Medici
ne fa il suo
passatempo preferito
alla corte di
Parigi: lo Zarro
è giocato un po'
dovunque, dai
popolani delle città
fino al Papa e ai
Cardinali di Roma.
Mercenari e persone
del bel mondo lo
avrebbero diffuso in
tutta Europa, fino a
farlo arrivare in
America verso la
fine del '700, dove
avrebbe cambiato
nome e regole,
diventando la forma
primigenia del
Poker.
3. L'origine
Francese
Secondo una
autorevole scuola di
pensiero, nel XVIII
secolo i francesi
avrebbero tratto
ispirazione dallo
Zarro per ideare
un gioco di
scommessa chiamato
Poque che
ebbe vasta
diffusione in
seguito nei saloon e
sui battelli
dell'Ohio e del
Mississippi. Il
Poque si giocava
soltanto con 20
carte di un mazzo
francese: Dieci,
Jack, Donne, Re,
Assi. Il termine "poque"
è una contrazione di
un vocabolo
francese, "pocher",
che significa
"ingannare
l'avversario", ossia
bluffare. Con
l'acquisto della
Louisiana francese
da parte del
Presidente americano
Thomas Jefferson
agli inizi dell'800,
gli Stati Uniti
ottennero non solo
gli immensi
territori
dell'Ovest, ma anche
il gioco, molto
diffuso in tutti gli
strati sociali. Di
qui la
trasformazione del
nome da Pocher
a Poker. Ben presto
il Poker divenne il
gioco più famoso e
conosciuto del West
americano,
soppiantando la voga
di altri giochi di
scommessa molto
popolari, fra cui il
Faraone.
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Regole della
Teresina
Riassunto
Teresina: la
Teresina, In inglese
"stud", è una
variante del Poker.
Si danno quattro
carte scoperte ed
una coperta, non si
scarta, e vince la
mano chi ha il punto
superiore o chi
rimane dopo che
tutti gli altri
hanno passato. Si
può usare l'aiuto di
una carta
d'appoggio, messa
coperta al centro
del tavolo. Se
accordato prima
anche due carte
d'appoggio una
coperta e l'altra
scoperta. Comunque
per legare il
proprio punto si
possono usare solo
cinque carte.
Abbiamo appena
descritto la
Teresina classica,
ma esistono tante
varianti della
Teresina. Si può
giocare con i jolly
o aumentando gli
aiuti ( carte
d'appoggio ) ma il
gioco diventa troppo
d'azzardo e
sinceramente poco
divertente. Il vero
divertimento nella
Teresina o nel Poker
sta nel bluff oltre
che nella vincita
del solo denaro e se
ci affidiamo solo
alla fortuna,
rischiamo di
annoiarci.
La Teresina si può
inserire anche in
una partita di Poker
facendo un giro di
poker ed uno di
Teresina oppure,
mettendo un segnale
nel piatto, può
essere anche un
pacchetto di
sigarette, in un
momento qualsiasi
della partita, chi
vincerà il piatto
per primo farà la
prima Teresina.
Rimettendo il
segnale nel piatto
succederà la stessa
cosa ossia il primo
vincitore farà la
Teresina e così per
tutta la partita di
Poker.
Approfondiamo
la
Teresina
Teresina
è un
gioco
che si
basa
sulle
regole e
sulle
combinazioni
del
Poker.
In
Italia
la
Telesina
si gioca
seguendo
le
regole
che
governano
il Poker
all'Italiana.
Si gioca
normalmente
in
quattro,
cinque o
sei
giocatori
con un
mazzo di
carte
francesi:
sul
numero
delle
carte da
usare
valgono
i
criteri
del
Poker
all'Italiana.
I valori
delle
carte e
delle
combinazioni,
le
modalità
di
puntata
e di
rilancio
sono
quelle
del
Poker.
I limiti
delle
puntate
In
Italia
la
Teresina
si gioca
seguendo
le
regole
che
governano
il Poker
all'Italiana.
Prima di
cominciare
a
giocare,
è bene
accordarsi
sui
limiti
per le
puntate.
Teresina
è un
gioco
che alza
molto le
puntate,
per cui
di
solito
chi
parla
per
primo
non può
puntare
un
valore
in
fiches
superiore
all'ammontare
del
piatto.
E' bene
che
anche i
rilanci
non
siano
illimitati,
per cui
si può
stabilire
di
rilanciare
al
massimo
"x 3".
In
questo
modo si
intende
che un
giocatore
può
rilanciare
al
massimo
un
valore
in
fiches
che è al
massimo
di 3
volte
l'ammontare
del
piatto.
Va
sottolineato
che,
nella
Teresina,
diversamente
dal
Poker
all'Italiana,
il
rilancio
non deve
essere
immediato:
un
giocatore
può
prendere
il tempo
che
vuole
prima di
parlare,
rispettando
gli
eventuali
limiti
di tempo
concordati
all'inizio.
Svolgimento
del
gioco
Ciascun
giocatore
riceve
dal
cartaio
una
carta
coperta
e una
scoperta:
ci sono
varie
fasi di
puntata,
in cui
parla
per
primo il
giocatore
che ha
la
combinazione
scoperta
più
alta.
Questo
giocatore
può
"bussare",
ossia
non
effettuare
alcuna
puntata:
se tutti
gli
altri
giocatori
fanno lo
stesso,
si
procede
alla
distribuzione
di una
nuova
carta
senza
aggiungere
fiches
nel
piatto.
Oppure
il
giocatore
con il
punto
scoperto
più alto
può fare
una
puntata:
aggiunge
delle
fiches
al
piatto.
Gli
altri
giocatori
possono
"passare",
rinunciando
a
continuare
la mano:
in
questo
caso
devono
lasciare
le
proprie
carte al
loro
posto,
nell'ordine
in cui
sono
arrivate.
Oppure
possono
giocare,
versando
nel
piatto
il
valore
della
puntata
proposta;
ma
possono
anche
rilanciare,
aumentando
il
valore
della
puntata.
Alla
fine di
ogni
giro di
puntate,
i
giocatori
rimasti
in gioco
ricevono
una
carta
scoperta,
fino ad
averne
in tutto
cinque.
A questo
uptno
parla
sempre
per
primo
chi ha
la
combinazione
più alta
scoperta.
Se
rimane
il gioco
da solo,
vince il
piatto e
non deve
rivelare
la carta
che è
rimasta
coperta.
La mano
si
chiude e
si
procede
a
giocare
la
successiva
Se
invece
chi ha
la
combinazione
più alta
punta e
la sua
puntata
è
accettata
da
altri,
tutti i
giocatori
in gara
devono
scoprire
la
propria
carta
coperta:
vince
chi
possiede
la
combinazione
più
alta. E'
importante
sottolineare
che la
carta
coperta
deve
essere
scoperta
da tutti
i
giocatori,
anche da
quelli
le cui
combinazioni
sono
sicuramente
perdenti
dopo la
scopertura
della
prima
carta.
Questo
perchè
Teresina
è un
gioco in
cui è
fondamentale
capire
il tipo
di gioco
che
ciascun
giocatore
tenta.
Ovviamente
anche a
Teresina
è
possibile
il
bluff:
chi ha
una
sequenza
di carte
alte
scoperte,
può
fingere
di avere
una
Coppia
alta e
cercare
di far
ritirare
dalla
mano gli
altri
giocatori.
Qui
insorge
una
disputa
"teorica"
che
divide i
giocatori
più
esperti.
Secondo
alcuni
la cosa
fondamentale
nella
Teresina
è
riuscire
a
"cacciare",
impedendo
agli
altri
giocatori
di
completare
il loro
gioco.
In
questo
senso
Teresina
sarebbe
un gioco
molto
diverso
dal
Poker,
pur
basandosi
sullo
stesso
impianto
di
gioco.
Dato che
le carte
di tutti
sono
pubbliche,
a parte
quella
coperta,
è
possibile
leggere
le
combinazioni
possibili
e
valutarne
la
pericolosità.
Si
conclude
quindi
che,
nelle
puntate
che
precedono
la
distribuzione
della
quarta o
quinta
carta,
chi ha
un buon
gioco
scoperto
debba
alzare
il
valore
della
puntata,
in modo
da
scoraggiare
gli
altri e
farli
ritirare.
In altre
parole,
chi ad
esempio
ha il
miglior
gioco
alla
quarta
carta
con due
Kappa
scoperti,
deve
puntare
in modo
da
evitare
che
altri
giocatori
provino
a
chiudere
i loro
punti,
evitando
così una
possibile
e
dispendiosa
sconfitta.
Altri
invece
sostengono
che il
meccanismo
della
Teresina
è troppo
dominato
dal caso
per
correre
rischi
inutili.
In
realtà
si
tratterebbe
di
rendere
appetibile
il
piatto
con
puntate
di basso
valore e
giocarselo
tutto
dopo la
distribuzione
della
quinta
carta.
In
questa
ottica
si
corrono
naturalmente
tutti i
rischi
legati
al
"capriccio
delle
carte",
con
l'idea
di far
partecipare
al
piatto e
tenere
in gioco
anche i
giocatori
che
hanno
carte
non
incoraggianti
o che
sperano
nella
"pesca
miracolosa".
Si
tratta
di due
stili di
gioco
molto
diversi:
il primo
apparterrebbe
ai
giocatori
"cattivi",
il
secondo
a quelli
più
"partecipativi"
o furbi.
Ma va
detto
che
nella
Teresina,
come nel
Poker,
non
hanno
senso le
regole
rigide e
i
principi
inossidabili:
l'unico
vero
cardine
è che il
rischio
ha un
valore.
E su
questo
si
sviluppa
il
gioco.
Per
tutte
queste
ragioni
Teresina
è un
gioco
cui
accostarsi
con
grande
cautela:
soprattutto
occorre
ricordare
che non
ha senso
affidarsi
alla
fortuna,
ma
occorre
sempre
cercare
di
esaminare
al
meglio
le carte
in
tavola,
per
valutare
le
probabilità
di
chiudere
le
combinazioni
vincenti.
Sconsigliabile
per chi
ama
giocare
"basso".
Varianti
della
Teresina
Della
Teresina
esistono
moltissime
Varianti,
molto
praticate
nei
Casinò
americani.
A volte
i
giocatori
inventano
delle
regole
"particolari"
o
addirittura
"personali"che
vanno
però
spiegate
bene
prima di
cominciare
a
giocare
e
concordate
fra
tutti.
Le
varianti
della
Teresina
sono
interessanti,
ma va
detto
che
quasi
sempre
accentuano
gli
aspetti
di
"gioco
da
lotteria"
che già
sono
presenti
nel
gioco.
Si
tratta
comunque
di modi
più
"rischiosi"
di
giocare
a
Teresina
che
possono
essere
sperimentati
per
curiosità,
ma che
non è
consigliabile
praticare
con
frequenza.
1.
Teresina
con
"l'ultima
coperta".
La
Variante
prevede
la
distribuzione
normale
delle
prime
quattro
carte.
La
quinta
viene
distribuita
coperta
ad ogni
giocatore,
che può
guardarla
e
decidere
se
scoprirla
oppure
tenerla
coperta:
in
questo
caso
scopre
la carta
coperta
che
aveva
ricevuto
all'inizio.
Ogni
giocatore
deve
dichiarare
con
chiarezza
qual'è
la carta
che
scopre.
Sembra
una
Variante
minima,
ma la
possibilità
di
scegliere
fra due
carte su
cinque è
effettivamente
importante,
per la
possibilità
di
mascherare
il
proprio
gioco.
2.
Teresina
con
"carte
coperte".
Detta
anche
Teresina
Messicana
è una
variante
"strategica",
dove
ogni
giocatore
può
"mirare"
il suo
gioco.
Tutti i
giocatori
ricevono
5 carte
coperte,
le
guardano
e poi le
sistemano
coperte
davanti
a sè. Il
primo di
mano
scopre
una
carta,
scegliendola
fra le
cinque
che
possiede.
Uno dopo
l'altro,
tutti
gli
altri
giocatori
scoprono
una
carta,
seguendo
il giro.
Poi chi
ha il
valore
più alto
in
tavola
fa una
puntata:
tutti
gli
altri
giocatori
possono
aderire
alla
puntata
o
andarsene.
Si
procede
così
fino a
che non
si
scopre
la
quinta
carta.
Vince
chi ha
la
combinazione
scoperta
più
alta. Il
nocciolo
della
Variante
è come
ciascun
giocatore
imposta
il suo
gioco:
si può
cominciare
scoprendo
carte
alte per
convincere
gli
altri a
desistere
oppure
riservarle
all'ultimo,
con un
effetto
sorpresa
forte e
decisivo.
3.
Telesina
con la
"Vela".
E' un
modo
molto
diffuso
di
giocare
a
Teresina.
Prima di
distribuire
le due
carte di
partenza
ai
giocatori,
iI
cartaio
mette al
centro
del
tavolo
una
carta
coperta.
Questa
si
chiama
Vela:
dopo che
si è
effettuata
la
distribuzione
della
quinta
carta ai
giocatori
rimasti
in
gioco,
c'è un
giro di
puntate,
che però
non è
quello
finale.
La
Vela
si
scopre
soltanto
dopo che
è finito
questo
giro di
puntate:
può
essere
utilizzata
da
ciascuno
dei
giocatori
rimasti
in
gioco,
in
sostituzione
di una
delle
carte in
suo
possesso,
per
migliorare
la sua
combinazione.
Il gioco
con la
Vela
è molto
rischioso
perchè
può dar
luogo a
combinazione
impreviste
e
assolutamente
irrealizzabili
con le
cinque
carte di
ogni
giocatore.
Qui la
fortuna
conta in
modo
determinante:
molti
giocatori
possono
essere
invogliati
a
partecipare
fino in
fondo
alla
mano,
sperando
che la
Vela
sia la
carta
utile
per
chiudere
una
combinazione
forte.
Per
questa
ragione
il gioco
si può
alzare
in
maniera
sproporzionata,
a volte
con
effetti
devastanti.
Il gioco
con la
Vela
è molto
attraente:
potete
provarlo,
ma con
attenzione
e senza
alzare
troppo
il
valore
delle
puntate.
Molti
usano
giocare
anche
con una
Doppia
Vela:
in
questo
caso le
carte
coperte
messe al
centro
del
tavolo
dal
cartaio
sono
due.
Valgono
le
regole
descritte
per la
Vela
singola.
Ma qui
le carte
comuni
ai
giocatori
sono
due,
quindi
aumenta
in
maniera
vertiginosa
la
possibilità
di
realizzare
combinazioni
alte,
con
effetti
squilibranti
sullo
sviluppo
della
partita.
Anche
questa
Variante
può
essere
provata,
considerandola
sempre
un
esperimento
straordinario.
4.
Teresina
con le
"Matte".
All'inizio
della
mano il
cartaio
designa
le 4
carte di
uno
stesso
valore
numerico
come
Matte
(o
Wild
Card).
Poi si
procede
alla
distribuzione
delle
carte
fino a
cinque.
Nel
corso
della
mano chi
possiede
una
delle
Matte
può
assegnarle
il
valore
che
preferisce.
E' una
possibilità
divertente,
anche se
mette
capo a
combinazioni
paradossali:
se per
esempio
la
Matta
è il
Sette,
si
possono
anche
ottenere
dei
"Pokerissimi"
con 3
Otto e 2
Sette
contro
punti
altrettanto
forti.
Si può
provare
qualche
volta,
per
soddisfare
una
curiosità.
5.
Teresina
con lo
"Schizzo"
o
"Cincinnati".
Schizzo
(o
Sputo
nell'Oceano)/I>)
è una
Variante
che
prevede
la
distribuzione
ad ogni
giocatore
di 4
carte
coperte,
che
ciascuno
può
guardare
e
sistemare
coperte
davanti
a sè. Al
centro
del
tavolo
sono
messe 5
carte
coperte
in forma
di
croce:
il
cartaio
ne
scopre
una e si
procede
ad un
primo
giro di
puntate.
Una
volta
finite
le
puntate,
il
cartaio
scopre
una dopo
l'altra
le altre
4 carte
della
croce,
fino a
quella
centrale
che è
considerata
Matta.
Ogni
giocatore
sceglie
la sua
combinazione
migliore
di 5
carte,
utilizzando
le 4
carte
che in
mano e
le 5
della
croce.
C'è un
ultimo
giro di
puntate.
Vince
chi ha
la
combinazione
più
alta.
Cincinnati
è una
Variante
quasi
eguale
alla
precedente:
all'inizio,
però,
invece
di 4
carte,
ogni
giocatore
ne
riceve
5. Le
carte
coperte
al
centro
del
tavolo
sono 5,
ma
nessuna
vale
come
Matta.
Delle 5
carte al
centro
del
tavolo
ogni
giocatore
può
utilizzarne
soltanto
una per
formare
una
combinazione.
Ci si
avvicina
ai dadi.
6.
Teresina
"Volta
la
carta".
Si
chiama
anche e
non a
caso
Carabina
a due
canne o
Down the
river:
qui
siamo
all'"ultima
frontiera"
dell'azzardo.
Tutti i
giocatori
ricevono
5 carte
coperte,
le
sistemano
in un
mazzetto
e le
lasciano
sul
tavolo,
senza
guardarle.
Il primo
di mano
scopre
la prima
carta in
cima al
suo
mazzetto.
Poi fa
una
puntata:
tutti
gli
altri
giocatori
possono
aderire
alla
puntata
o
andarsene.
Quando
il giro
di
puntate
è
esaurito,
il
secondo
giocatore
scopre
la carta
che sta
in cima
al suo
mazzetto:
se
supera
il
valore
della
carta
del
primo,
sta a
lui
parlare
e fare
una
puntata.
Altrimenti
deve
continuare
a
scoprire
le
proprie
carte
una dopo
l'altra,
fino a
che non
ha
realizzato
una
combinazione
più alta
di
quella
del
primo
giocatore.
A questo
punto
tocca a
lui
parlare
e fare
una
puntata.
Se il
giocatore
gira
tutte le
carte
senza
riuscire
a
battere
il
primo,
deve
ritirarsi
e
passare
la mano
al
giocatore
seguente.
Questi
comincerà
a
scoprire
le sue
carte:
appena
realizza
una
combinazione
più alta
del
primo
giocatore,
si ferma
e può
fare una
puntata.
Vince
chi alla
fine ha
scoperto
la
combinazione
più alta
o chi
rimane
da solo
per
l'abbandono
di tutti
gli
altri
giocatori.
I giri
di
puntate
possono
diventare
parecchi
e il
gioco
può
alzarsi
a
livelli
vertiginosi.
Spesso
chi
scopre
una
Coppia
alza la
puntata
in
maniera
spropositata,
sperando
di far
ritirare
tutti
gli
altri.
E' ovvio
che si
possono
fare
previsioni
sulla
base
delle
carte
che sono
state
scoperte.
Ma il
tutto
diventa
una
caccia
affannosa
alla
fortuna
che ha
ben poco
a che
fare con
lo
schema
di gioco
del
Poker,
di cui
qui
rimangono
valide
solo le
regole.
E' una
Variante
da
provare
per pura
curiosità,
con
l'avvertenza
che il
meccanismo
di
distribuzione
delle
carte
permette
a chi ha
pochi
scrupoli
di
barare
con
facilità.
7.
Teresina
"Anaconda".
Il
meccanismo
è lo
stesso
della
Teresina
"Volta
la
carta":
ma qui
ogni
giocatore
riceve 7
carte
coperte,
una alla
volta.
Ogni
giocatore
può
guardare
le
proprie
carte e
si
procede,
partendo
dal
primo di
mano, ad
un primo
giro di
puntate.
Poi
ciascun
giocatore
rimasto
in gioco
sceglie
tre
carte
fra
quelle
che ha
in mano
e le
passa
coperte
al
giocatore
che sta
alla sua
sinistra:
tutti i
giocatori
si
passano
le carte
simultaneamente.
A questo
punto
c'è un
altro
giro di
puntate.
Poi
ciascuno
dei
giocatori
rimasti
in gioco
passa
due
carte,
sempre
al
giocatore
alla sua
sinistra.
Dopo lo
scambio
c'è un
terzo
giro di
puntate:
chi
rimane
in gioco
dopo
questo
giro,
passa
una sola
carta al
giocatore
alla sua
sinistra.
C'è
l'ultimo
giro di
puntate:
tutti i
giocatori
rimasti
in gioco
scelgono
le 5
carte
migliori
fra le 7
che
hanno in
mano e
le
scoprono.
Vince
chi ha
la
combinazione
più
alta.
Una
versione
più
"accanita"
prevede
che,
quando i
giocatori
hanno
scelto
le 5
carte,
le
mettano
coperte
sul
tavolo
nell'ordine
che
vogliono:
a questo
punto si
procede
ad una
serie di
giri di
puntate
per ogni
carta da
scoprire.
Vince
chi
scopre
la
combinazione
più
alta.
Come si
vede,
siamo ad
una
versione
"letteraria"
della
Teresina,
che
diventa
una
sorta di
"telenovela"
quasi
senza
fine.
L'avvertenza
è che in
questo
caso ci
si
espone
ad un
numero
davvero
impressionante
di
puntate,
dove
sono
possibili
rilanci
e
surrilanci
di
proporzioni
stratosferiche.
E' una
tipica
versione
da
Casinò,
che può
dare
qualche
brivido,
ma
finisce
per
essere
troppo
macchinosa
ed
estenuante. |
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